Glicazione a tavola

Sono moltissimi i pazienti che arrivano nel centro medico SMA, presso cui visito, che sono affetti da asma, pruriti, eruzioni cutanee, occhi che lacrimano… Tutti sintomi che solitamente sono riconducibili ad una condizione allergica. La cosa interessante però è che in seguito all’anamnesi emerge che non è presente una vera allergia correttamente diagnosticata.
Nel 62% dei casi, infatti, le manifestazioni simil-allergiche sono legate a una polifattorialità in cui i processi di glicazione (infiammazione da zuccheri e sostanze analoghe) hanno un peso rilevante.
Altrettanto interessante però è che sulla glicazione si può lavorare con le scelte nutrizionali e, riducendo l’infiammazione da zuccheri e sostanze metabolicamente affini (alcol, dolcificanti, fruttosio..), si agisce in modo concreto anche sulla sintomatologia.
In sostanza, le cose che mettiamo nel piatto, come le associamo tra loro, quante volte le consumiamo durante la settimana, possono portare a un gran miglioramento del nostro benessere.
Ciò non significa, come spesso si pensa, che in un contesto di “dieta” sono da evitare in modo categorico dolci, alcolici, biscotti e magari il cappuccio e la brioche al mattino ma la chiave è inserirli in base alla propria individualità e ai propri valori di Albumina glicata e Metilgliossale, misurabili tramite test specifici, così da rendere la dieta sostenibile nel tempo.
Oltre l’individualità, è bene comunque mettere in atto delle semplici regole che fanno la differenza, non solo sul quadro energetico, sulla concentrazione e sul metabolismo glucidico, ma anche sull’asma:
- Inserire in ogni pasto una quota abbondante di proteine, a partire dalla colazione: se siete abituati a usare fette biscottate e marmellata, iniziate ad aggiungere qualche cucchiaio di ricotta.
- Evitate il piatto dissociato! A pranzo se il menù prevede pasta al pomodoro, è bene aggiungere una buona porzione di tonno o, perché no, di scamorza o macinato scelto. Un po’ come se il secondo piatto fosse messo nel primo, così da controbilanciare la quota di carboidrati.
- Iniziate il pasto, quando possibile, con una quota di verdure crude così da sfruttare la stratificazione dello stomaco: quando vi sedete a tavola o mentre state preparando la cena, anziché sgranocchiare pane e taralli, mangiate un buon pinzimonio di finocchi, sedano, carote e olio a crudo.
- Evitate centrifugati o estratti di frutta, ricchi di zuccheri e poveri di fibre, e prediligete un frullato di frutta e verdura così da aumentare le fibre e ridurre i carboidrati semplici. Aggiungendo poi proteine in polvere o yogurt greco all’interno avrete creato una merenda sana e bilanciata con un alto potere saziante.
- Diffidate dai prodotti “low sugar” ma ricchi di dolcificanti in quanto questi, nonostante non abbiano un’azione diretta sulla glicemia (non alzano direttamente gli zuccheri nel sangue), portano tra le diverse cose, ad un aumento del Metilgliossale che è strettamente correlato con l’aumento della resistenza insulinica e con la glicazione e i sintomi ad essa correlati.
- Prima di mangiare la vostra brioche al bar, sgranocchiate a casa una quantità abbondante di frutta secca o mangiate uno yogurt greco così che i grassi e le proteine vadano a contrastare il “picco” da solo dolce.
Ricordiamoci che il termine dieta, spesso associato a tristezza e privazione, in realtà indica uno stile di vita in cui un calice di vino o un pezzo di cheesecake sono sicuramente consentiti.