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La Melaleuca

venerdì, 31 agosto 2012 15:25

Epidemie di pertosse nonostante la vaccinazione

La natura ha delle sue regole. Come è stato ampiamente dimostrato per la meningite, capita che per alcune patologie, la vaccinazione verso un tipo di battero o di virus faciliti l'aumentata presenza di un altro battero simile ma non identico.

Succede un po' come se alcune malattie (per fortuna non tutte) avessero una loro situazione di equilibrio ecologico che le rende "necessarie". Per la pertosse sta avvenendo qualcosa di inatteso. I bambini sono in gran parte vaccinati, anche perché si tratta di una vaccinazione che in Italia viene fatta quasi come se fosse obbligatoria (e non lo è...), insieme a quelle obbligatorie. Inoltre se per caso decidi di non farla sei guardato quasi come un criminale (il tutto è in parte legato al sospetto link tra questa vaccinazione e l'autismo, per il quale, l'assoluzione apparente sembrerebbe più di tipo politico giudiziiario che scientifica).

La pertosse ha sempre avuto cicli quinquennali di ricomparsa, ma con le prime vaccinazioni fatte ancora molti anni fa, gli effetti sono stati immediati e validi. La presenza di pertosse nella popolazione è scesa a livelli bassissimi. Eppure dal 1982 la presenza di pertosse negli USA sta crescendo di anno in anno, con picchi nel 2005 e nel 2010 che hanno avuto caratteristiche epidemiche rilevati. Ora un altro picco sta bersagliando gli USA nel 2012 e in questi giorni un articolo del New England Journal of Medicine ha sollevato la questione discutendone apertamente.

Pensieri che nascono. Alcuni dicono che questo è dovuto al fatto che a causa degli effetti collaterali si è passati da un vaccino più forte ad un vaccino più debole (il cosiddetto vaccino acellulare) e quindi l'efficacia è calata. Alcuni, come il NEJM, sostengono che comunque le vaccinazioni "scadono" e che quindi sarebbe necessario continuare a rivaccinare bambini ed adulti per mantenere bassa la circolazione del virus. Altri dicono che la paura degli effetti legati all'autismo ha ridotto la diffusione del vaccino.

Personalmente non ritengo che si debba cercare una sistematica vaccinazione e rivaccinazione di adulti e bambini. Credo che eventi di questo tipo obblighino ad una riflessione. Noi abbiamo avuto grandi successi dalla vaccinazione: Vaiolo, Poliomielite, Difterite e Tetano rappresentano delle conquiste importanti. Sul resto qualche perplessità residua rimane e epidemie come questa obbligano a riflessioni più profonde che non abbiano solo la volontà di vaccinare come scopo.

Allergologo e Immunologo Clinico

Pertosse  Epidemia  Vaccinazione  Virus  USA 

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