Credits: Stuart Miles
Credits: Stuart Miles
Siamo quello che mangiamo di Igor Principe
L'opinione più diffusa considera i numeri un elemento freddo e arido. Non è sempre così; ci sono casi in cui l'analisi su percentuali, dati numerici e elementi statistici è sicuramente più calda di ogni altra parola a riguardo. L'educazione alimentare, espressa nei paesi anglosassoni dalle cifre che seguono, è uno di questi casi.
Queste sono alcune delle cifre pubblicate da un'infografica costruita traendo notizie e dati da fonti quali l'Organizzazione Mondiale della Sanità, il Medical Research Council, il rapporto annuale Food Corps, e altre ancora. Numeri quanto meno inquietanti, che invocano molta più attenzione a cosa si metta nel piatto.
A livello mondiale, la consapevolezza di ciò che mangiamo (e quindi di quel che siamo) è stata sollecitata il 19 maggio scorso, durante una giornata provocatoriamente intitolata Food Revolution Day, e dedicata alla diffusione di una cultura del cibo fondata su notizie di forza tale da ribaltare le idee espresse dai suddetti numeri, causa non secondaria di un'alimentazione sbagliata.
Da un lato, c'è la forza dell'evidenza, com'è lo spiegare ai bambini che la pasta si fa con il grano e lo yogurt con il latte. Dall'altro, altri dati numerici di robusto stimolo a cambiare il proprio stile di vita. Due tra tutte:
Quei dati non esimono dal prestare attenzione al tema per il solo fatto di riguardare una realtà non italiana. Anzi, è proprio per evitare derive di quel tipo che anche da noi diventa necessario lavorare con costanza e attenzione sull'educazione alimentare, sia nelle scuole sia in famiglia.
Redazione Eurosalus

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