Donnamoderna.com

BLOG Siamo quello che mangiamo

Siamo quello che mangiamo di Igor Principe

Crisi economica e cultura del cibo

Forse qualcuno ricorderà uno spot che girava qualche anno fa (più dieci, temo) sulle reti tv. Un cittadino inglese, estasiato dall'Italia più oleografica che si possa immaginare, parlava del nostro Paese come di quello in cui “il tempo si è fermato” e in cui “le donne si alzano all'alba per cucinare”. Sulla prima frase, un'anziana signora manovrava con perizia un cellulare di ultima generazione; sulla seconda, una ragazza splendidamente mediterranea inforcava il motorino per andare in un supermercato ad acquistare un pacco di verdure surgelate. Che l'inglese gustava poi sdilinquendosi – non si capiva se per il gusto degli ortaggi o per la fanciulla che gli sedeva accanto.

In una serie di luoghi comuni tanto concentrata da risultare comica, si diceva una verità: per gli inglesi (ma non solo) siamo il paese del cibo. E non solo della pasta, ma anche delle verdure. La crisi economica sta un po' cambiando questa situazione: dall'analisi dei dati di vendita dei supermercati si legge un cambio nelle abitudini alimentari degli italiani. Ne ha scritto il direttore della Stampa Mario Calabresi, evidenziando come la riduzione della capacità di spesa stia sviluppando un senso dell'adattamento tale da non dover fronteggiare rinunce troppo dolorose. Il commento di Calabresi è molto dettagliato, e tocca non solo i consumi alimentari. Che però sono il tema che interessa questo blog, e a questi vorrei dedicare una riflessione che, però, è un po' amara.

E' vero che l'adattamento, quando è frutto di realismo, è segno di intelligenza. Ma è anche vero che nel contesto di una crisi si finisce per realizzarlo verso il basso. Così si legge che si mangia meno carne rossa e più bianca (e questo è un bene), ma della prima si cominciano ad acquistare i tagli meno pregiati, tra cui primeggia la “trita” per hamburger e polpette. Quando invece basterebbe mangiarne meno, seguendo una linea che Eurosalus divulga da sempre: poca, ma buona (e ribadita di recente in un'intervista ad Enrico Ferrazzi sull'alimentazione in gravidanza).

Un altro dato su cui c'è da riflettere riguarda le colazioni: calano quelle al bar, e con esse il consumo di cappucci e brioche; di contro, aumenta esponenzialmente la vendita di frollini e merendine. In questo caso, la cattiva abitudine di fare un primo pasto della giornata incompleto si sposta da un luogo pubblico a uno privato.

Infine, c'è il calo di pesce e frutta: il primo è percepito come troppo costoso, l'altra come superflua. E' questo il dato peggiore, poiché sottolinea due falle nella nostra cultura alimentare. Pesce e frutta sono tra gli alimenti più salutari (e gustosi) di cui disponiamo; rinunciare al primo perché costa troppo può essere comprensibile (anche se mi permetto di pensare che la carne non costi molto di più), ma lesinare sulla frutta è semplicemente dannoso. La frutta non è un surplus, ma un elemento centrale della nostra alimentazione. Come la verdura, su cui però c'è maggior coscienza del suo ruolo nello “scacchiere” dei nostri pasti quotidiani. Infatti, i dati di vendita non registrano flessioni importanti.

Se è vero che ogni crisi rappresenta un'occasione, allora questa crisi economica potrebbe esserlo per affermare l'importanza di determinati alimenti nella nostra dieta, divulgando sistemi di adattamento che non snaturino la cultura del cibo per la quale siamo noti e apprezzati nel mondo.

Redazione Eurosalus

Economia Cibo Dieta

POST PRECEDENTI...

Siamo quello che mangiamo

La ricetta, tra medici e cuochi

Uno stesso termine unisce due mondi solo all'apparenza lontani tra di loro.

Siamo quello che mangiamo

Pensare il futuro del cibo

Il futuro del cibo passa dalla forza creatrice dell'innovazione, strumento fondamentale per migliorarsi e far fronte alle emergenze alimentari che ci attendono.

Siamo quello che mangiamo

La nobiltà dell'insalata

Piatto tradizionalmente associato all'idea di sacrificio, ha invece una sua antica storia di varietà e gusto.

Siamo quello che mangiamo

Il pesce (allevato) sfamerà il mondo?

Un rapporto del Worldwatch Institute sottolinea la crescita della domanda globale di prodotti ittici ed evidenzia l'importanza degli allevamenti ecosostenibili.

Siamo quello che mangiamo

Tra merendina e merenda

Il diminutivo di merenda tradisce e distorce il significato originario del termine, che deriva dal latino "mereo": ciò che si deve meritare.

Siamo quello che mangiamo

Pizza, pasta e Woody Allen

Pizza, pasta, buon vino, caffè, salumi. Sono questi i simboli dell'Italia gastronomica secondo quanto si vede nell'ultimo film di Woody Allen, To Rome with love....

Siamo quello che mangiamo

Scrivere di cibo

Fino a pochi anni fa, scrivere di cibo significava soprattutto compilare ricette. In tempi recenti sono emerse molte nuove declinazioni del trattare l'argomento con lo...

Siamo quello che mangiamo

Il più grande mercato alimentare al mondo

La Cina supera gli Usa nella classifica dei mercati alimentari, guadagnando la leadership. Le sue previsioni di crescita ne fanno un luogo su cui puntare...

Siamo quello che mangiamo

Dal Carnevale all'uovo di Pasqua

Breve viaggio in tre pilastri della tradizione, non solo cristiana: Carnevale, Quaresima e uovo di Pasqua. Tra cibi (ingiustamente) magri ed espressioni culinarie dell'idea di...

Siamo quello che mangiamo

Quando il cioccolato era il cacahuatl

Dolce per antonomasia, il cioccolato nasce invece come alimento speziato e amaro. Gli europei dapprima lo respinsero, poi cominciarono ad addolcirlo.

I NOSTRI ESPERTI
L'ESPERTO RISPONDE

SINTOMI & MALATTIE

  • A
  • B
  • C
  • D
  • E
  • F
  • G
  • H
  • I
  • L
  • M
  • N
  • O
  • P
  • R
  • S
  • T
  • U
  • V
    171 malattie presenti