Alimentazione e salute di Luca Speciani
Essere padre a 50 anni apre orizzonti sconosciuti al giovane padre venti-trentenne (che in cuor suo spera che il momento "difficile" finisca rapidamente, per potersi dedicare a mille cose più importanti). Il padre consapevole vive i momenti con il bimbo come i momenti più belli della giornata. In ogni caso i più pieni e ricchi. Quando si sta amorevolmente con il proprio bimbo, si osservano molte cose che in un'impostazione di "dovere" potrebbero sfuggire. Studiare i suoi ritmi, del tutto naturali, ci può insegnare molte cose.
Un bimbo neonato non ha infatti sovrastrutture cognitive o culturali relative al cibo. Mangia quando ha fame, e se non soddisfa questo bisogno di base piange a dirotto. Tale è la forza dei meccanismi di controllo ipotalamici dell'appetito, che sono in grado di sovrastare ogni altro segnale. Capire che con la stessa forza siamo programmati noi adulti può essere un passo di comprensione importante.
Il nostro ipotalamo - come spiega bene la logica della dietaGIFT - riceve e invia continuamente segnali operativi, volti a regolare perfettamente i nostri introiti in relazione ai bisogni interni di cui riceve "notizia". Non c'è macchina più perfettamente regolata di questa. Quando (e soprattutto perché) abbiamo incominciato ad alterare questo mirabile equilibrio assumendo cibi spazzatura e stili di vita assurdi?
Quando non andiamo a soddisfare questo bisogno primario (cibo), il nostro cervello "piange" e ci chiede un compenso di qualche genere. In situazione di pianto, però, sbagliare diventa più facile, più facile cadere su cibi dolcificati, grassi, salati, le cui conseguenze ci portano al sovrappeso e alla patologia. La via della salute passa obbligatoriamente per il recupero della nostra istintività alimentare. Per non trovarci anche noi adulti a "piangere" senza che gli altri se ne accorgano.
Nella ricerca di cibo siamo ancora tutti bambini. Inutile far finta di non saperlo. Ma bambini viziati, bambini cresciuti, che pensando di fare bene sbagliano tutto: con le diete di restrizione, con le diete monocibo, con le diete iperproteiche, con le "chetosi controllate", con i beveroni, con i digiuni, con le eliminazioni di intere categorie di alimenti. Qualcuno l'ha già detto: "Se non ritornerete come bambini...". E guardando la serena gioia di un bimbo che poppa il latte materno, soddisfacendo i suoi bisogni alimentari nel modo più istintivo che possa esistere (privo di qualunque sovrastruttura culturale) ci rendiamo conto di quanta perfezione vi sia nel nostro ipotalamo, e di quanta arroganza nei nostri inadeguati e spocchiosi sistemi di controllo.
Tornare alla semplicità del cibo che la natura ha predisposto per noi (frutta, verdura, carne, pesce, uova, semi, cereali integrali) ci consente anche di tornare a mangiare secondo istinto, nelle quantità che i nostri centri di regolazione ipotalamici ci suggeriranno. E il cibo smetterà di essere fonte di stress, per diventare, solo, nutrimento e salute.
Medico alimentarista

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